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Nocellara del Belice
Oliva siciliana per eccellenza

I nostri alberi di ulivo si trovano nella "Valle del Belice" nel più grande parco archeologico d’Europa... uno dei territori più belli della Sicilia Occidentale.

L'oliva "Nocellara del Belice", nota anche come oliva di Castelvetrano, è un'oliva di forma tondeggiante e colore verde intenso, la polpa morbida e densa le conferisce un sapore fruttato e molto delicato.

Viene coltivata nel territorio circostante la città di Castelvetrano, nel trapanese, costeggiato dal Lago Trinità e dai templi di Selinunte che proteggono le coltivazioni da più di 2.600 anni. La brezza marina del Mediterraneo promuove la longevità di una pianta con crescita vigorosa ed un oliva robusta.

La sua coltivazione si estende in tutta la Valle del Belice tra Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta, Poggioreale e Gibellina.

Da tradizione, viene raccolta manualmente per non essere maltrattata per garantirne la massima qualità.

È l'unico prodotto in Europa ad avere due DOP per la stessa varietà: "Valle del Belìce" per l'olio (GUCE L. 273 del 21.08.04) e "Nocellara del Belìce" per l'oliva da mensa (GUCE L. 15 del 21.01.98).

Proprietà Alimentari

Quest'oliva siciliana è particolarmente ricca di fibra dietetica ad alta digeribilità, che contribuisce in modo rilevante a regolarizzare il funzionamento dell'apparato digerente e a prevenire l'insorgere di malattie. Questo aiuta inoltre a contrastare l'invecchiamento cellulare, perché contiene sovrabbondanza di polifenoli: sostanze con elevate proprietà antiossidanti.

L'oliva "Nocellara del Belice" garantisce un buon apporto di minerali, in percentuali addirittura superiori a quelle di molte verdure. In particolare, il quantitativo di calcio e magnesio nell'oliva da tavola è paragonabile a quello del latte materno.

Biancolilla
Le origini e le caratteristiche

Conosciuta anche sotto altre denominazioni (Bianca, Bianchetto, Biancolina, Imperialidda, Jancuzza, Marmorina, Napoletana, Pruscarina, Siracusana, per citare solo le più celebri), è ritenuta una delle varietà più antiche tra quelle attualmente esistenti negli uliveti italiani.

Annoverata tra le cultivar autoctone siciliane (si ritiene infatti che sia originaria della zona di Caltabellotta, nell'agrigentino), l'oliva Biancolilla è molto apprezzata per la propria grande produttività e per la rimarchevole rusticità.

Essa deve il proprio nome al fatto che durante la fase di maturazione le drupe passano dal tipico colore verde del frutto acerbo a una tonalità di rosso tendente al violaceo.

Gli olivi Biancolilla sono delle specie autofertili, cioè non necessitano di impollinazione da parte di altre cultivar e per questo motivo viene spesso utilizzata come impollinatrice per la Nocellara del Belice che è invece autosterile.

Caratteristiche organolettiche

Questa cultivar è monouso: non viene, infatti, usata per il consumo da mensa ma è molto apprezzata per la produzione olearia. L'olio extravergine di oliva Biancolilla è considerato molto pregiato ed è molto adatto alla vendita.

Tramite la spremitura delle olive di questa cultivar si ottiene un olio che contiene molti dei sapori tipici della produzione alimentare sicula. Di colore verde o giallo paglierino con sfumature vagamente dorate, quest'olio infatti si caratterizza per un fruttato leggero, lievemente piccante e molto aromatico in cui si avvertono le fragranze di mandorla, pomodoro e carciofo abbinate a dei gusti di erba fresca e oliva verde, anche se possono sussistere delle differenze in base al sottotipo e a seconda degli impollinatori adottati.

Il Biancolilla viene utilizzato spesso sia per la realizzazione di extravergine monovarietale sia in miscele, in modo da armonizzare il sapore di altre varietà di oli.

In cucina, l'olio della cultivar Biancolilla è eccellente per il condimento di piatti a base di pesce o di verdure, e si può utilizzare anche per la realizzazione di dolci in quanto sostituisce in modo efficace il burro o l'olio di semi.

Nocellara del Belice

Nocellara del Belice - Proverbio

Biancolilla

Biancolilla - Proverbio

Cenni Storici

L'insediamento delle prime popolazioni nella Valle del Belice è da legare alla nascita di Selinunte, antica colonia della Magna Grecia, fondata dai Megaresi nel VII° secolo a.C. Nell'antica Selinunte, l'olio era considerato un simbolo di pace, saggezza e prosperità in relazione ai molteplici usi cui era destinato.

L'olivo negli anni rimase la coltura primaria della Valle del Belice. Tutto ciò dimostra la tradizione dell'olivicoltura nella zona e la tecnica adottata dell'innesto fa intendere che già a quell'epoca si effettuava una selezione varietale, presumibilmente con la cultivar "Nocellara del Belice", già presente in questo areale ed attualmente coltivata in maniera estensiva.

Nel corso dei secoli, la "Nocellara di Belice" è stata utilizzata principalmente per la produzione di olio, ma a partire dall'ottocento si è scoperta la sua duplice attitudine e di conseguenza le produzioni olivicole si sono diversificate in olio ed olive da mensa, lavorate sia in verde che in nero, "passuluna".

La presenza del fiume Belice, elemento di continuità che ha caratterizzato la storia, la morfologia ed il clima del territorio, ha determinato che tale comprensorio sia individuato come Valle del Belice e legato in maniera indissolubile alla coltivazione di questa particolare cultivar di olivo.

Nell’agosto del 2004 è stato riconosciuto come prodotto DOP.

Parco Archeologico di Selinunte - Proverbio